Ecco il Salone delle carte geografiche al Museo Archeologico Nazionale di Ferrara!

Ecco il Salone delle carte geografiche al Museo Archeologico Nazionale di Ferrara!

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Il Museo archeologico nazionale di Ferrara è ospitato presso palazzo Costabili.

Nella struttura sono esposti diversi manufatti provenienti dagli scavi della città etrusca di Spina, fiorita tra il VI e il III secolo a.C. L'ampio Salone che si apre al piano nobile con affaccio sul cortile d'onore, è stato dipinto nel 1935 a conclusione dei lavori di restauro che hanno portato all'apertura del Museo Archeologico Nazionale di Ferrara.

Il percorso espositivo è organizzato su due piani. Al piano nobile sono esposti, con criterio cronologico, una selezione tra i corredi più significativi provenienti dalle numerosissime tombe rinvenute nella necropoli. 

Sempre al piano nobile si arriva al Salone delle carte geografiche. La scelta di dedicare la conclusione dell'itinerario museale alla riproduzione di antiche carte geografiche, si deve proprio al primo direttore del Museo, Salvatore Aurigemma, che volle porre una particolare attenzione dello spettatore al territorio del delta del Po, dove fiorì l'antica Spina, e delle Valli di Comacchio, dove la bonifica degli anni venti diede il via alla scoperta della grande necropoli etrusca.

Il desiderio di decorare la sala trova una più profonda ragione anche nello spirito del tempo in cui venne realizzato, in particolare la ripresa della storia passata e soprattutto dell'antica Roma imperiale, che in epoca fascista serviva a giustificare gli interventi e le azioni dello Stato. La stessa Ferrara, nel tentativo di rivendicare la sua discendenza dall'etrusca Spina, poteva offrire da sé facile pretesto per sottolineare il legame con il popolo etrusco da cui si originò la dinastia dei Tarquini, re di Roma.
Le carte, tratte da atlanti e cartografia storica editi tra il Cinquecento e i primi decenni del Novecento, pur superate dalla cartografia storica moderna e dai risultati delle scoperte archeologiche, rimangono ancora oggi di grande impatto e a testimonianza di una volontà museografica all'avanguardia.

La rassegna delle grandi carte geografiche inizia con due carte d'Italia: una con i territori in cui abitavano gli Etruschi durante il loro periodo di massima espansione (V secolo), mentre l'altra mostra la divisione in regioni durante l'epoca dell'imperatore Augusto (I secolo). Una rappresentazione di rilievo, posta lungo la parete che si affaccia sul loggiato, viene ricoperta da una porzione della Tavola Peutingeriana, copia medioevale di una carta geografia itineraria redatta probabilmente nel IV secolo d.C. che rappresenta, con una forte deformazione in senso orizzontale, l'intero impero romano visto a volo d'uccello da occidente a oriente. che raffigura il percorso del Po da Piacenza sino alla sua foce e con l'Italia centrale fino a Roma. Concludono il ciclo cartografico le mappe del delta del Po e delle valli di Comacchio, utili al visitatore per meglio inquadrare la zona di origine della città etrusca di Spina, completata su quella dell'Istituto Geografico Militare (edizione 1923), i sette delta del Po, da uno studio degli anni venti, e il sistema delle Valli di Comacchio prima della bonifica di Valle Trebba, con la linea del lido marino dell'età etrusca elaborato su una carta dell'Istituto Geografico Militare del 1917.

Tutt'intorno alla sala, sul fregio del cornicione, sono trascritti i versi dell'ode Alla città di Ferrara, composta da Giosué Carducci nel 1895, e sulle arcatelle del loggiato un passo di Plinio il Vecchio sulle origini mitiche di Spina.

Ecco un altro luogo dove le carte geografiche abbelliscono gli spazi espositi e aiutano il visitatore ad orientarsi nei luoghi del territorio circostante.

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